sabato 20 settembre 2014

Classifiche? No, grazie.

Non passo molto tempo su Facebook, principalmente perché passo poco tempo al computer, per fortuna, perché so che altrimenti perderei ore preziose su questo social network, per il quale, detto sinceramente, nutro uno strano rapporto di attrazione/repulsione. Non sto a entrare nei dettagli, magari un'altra volta.
Dicevo, ci passo poco tempo e per lo più leggo i primi, diciamo, dieci post che mi appaiono in quel momento nella sezione "notizie". Poi qualcuno mi spieghi perché l'hanno chiamata così, come se aprissi una pagina di giornale. Ma sorvoliamo anche su questo.
Bene, ultimamente capita spesso che tra quei dieci post trovo le classifiche dei dieci libri (o dei dieci piatti o dei dieci film o delle dieci canzoni) preferiti. Scopro peraltro, con un po' di tristezza, che questa cosa impazza solo tra noi italiani, perché la nostra ospite tedesca mi dice che da loro non c'é. Quindi c'é stato qualche italiano che si é svegliato una mattina con questa splendida idea. Vorrei conoscere chi ha queste pensate, come vorrei conoscere quelli che mettono in giro le catene allarmistiche tipo "Attenzione, il numerino sotto il cartone del latte vuol dire che quel latte é stato risterilizzato tot. volte!". Vorrei sapere cosa fanno nella vita. Ma oggi é serata di "sorvolate"...
Tornando alle classifiche, fortunatamente finora nessuno mi ha "nominata", termine anche questo che detesto perché mi fa pensare con fastidio al Grande Fratello (parlo di quello televisivo ovviamente, non di quello dello splendido libro di Orwell, a proposito di classifiche). Ma vorrei anticipare un'eventuale "nomination" spiegando che, a costo di sembrare un po' snob, non raccoglierò l'invito. Ma siccome non lo raccoglierò non per essere snob ma per precisi e sensati (almeno secondo me) motivi, vado a spiegarli. Ammetto che ho anche la presuntuosa speranza di convincere qualcuno e contribuire magari a interrompere questo, per me, inutile gioco. Ma riconosco anche che questi motivi sono assolutamente personali, quindi accetto il fatto che non siano condivisi e che altri continuino a trovare questo gioco divertente e... mah, magari anche utile.

Non raccoglierò l'invito principalmente per un motivo. Che non sono in grado di stilare una classifica dei miei dieci libri preferiti. Così come non sono in grado di farlo per i dieci film o per le dieci canzoni. Forse per i cibi sì, é indubbiamente più facile. Non sono in grado di farlo perché il mio rapporto con i libri (e con le canzoni e con i film) non é statico, ma in continuo mutamento.
Amo leggere: mi piace sprofondare in altri mondi, in altre menti, vivere avventure che non sono le mie, conoscere il mondo attraverso lo sguardo di altri. Penso di aver letto troppo poco fino ad oggi, ho un elenco di libri in attesa che non si esaurirà mai, mi mancano tanti classici della letteratura, tante opere moderne, tanti grandi che chissà se riuscirò mai a leggere. Purtroppo devo fare i conti con il poco tempo a disposizione, la stanchezza, la difficoltà di concentrazione. Però credo di rientrare nella categoria di "chi legge" e un po' di libri nel mio bagaglio culturale ce li ho messi. Tra questi ci sono libri che un giorno ho letto e mi hanno abbagliata, poi riletti anni dopo non mi hanno fatto lo stesso effetto. Oppure ci sono libri che in passato ho considerato con superficialità e riletti dopo anni mi hanno toccata nel profondo. Siamo esseri noi stessi in divenire, il nostro essere muta continuamente sotto l'influsso degli stati d'animo, delle esperienze, del nostro vissuto, addirittura del clima! Come posso essere la stessa persona di dieci anni fa? Come posso essere la stessa persona della scorsa settimana, prima che mi accadesse quella determinata cosa? Non sono la stessa di ieri, che ero molto più riposata di oggi e non sono la stessa di domani, che sarò più stanca, o più felice, o più triste...chissà. Quando leggo un libro inevitabilmente quello va a toccare delle corde e quelle corde suonano in maniera diversa ogni volta che vengono toccate e la musica cambia anche se il suonatore é sempre lo stesso.
E poi ci sono libri che sono magnifici per come sono scritti, altri che lo sono per quello che raccontano, altri per quello che mi insegnano. Come posso scegliere il migliore tra "Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare" e "Oceano mare"? Come posso dire se é più commovente "I promessi sposi" o "La casa degli spiriti"? Come posso dire se é stato più intrigante "Testimone inconsapevole" o "La città delle bestie?" Come posso dire se mi ha insegnato di più "Momo" o "Sui sentieri di Isaia"? Come posso decidere se é più importante per la mia vita "Il manuale dell'autosifficienza" o "Le madri non sbagliano mai"? Mi ha angosciata di più "Cecità" o i racconti di Poe? Potrei andare avanti a lungo. Il problema é che dovrei ripercorrere tutti i libri letti e faccio fatica a ricordarmeli. Potrei guardare nella mia libreria, ma c'é solo una piccola parte di quello che ho letto, molto é rimasto a casa di mia mamma, o a casa di chi me li ha prestati o nelle biblioteche. E siccome i libri che mi hanno emozionata sono tanti, troppi per starci in una classifica di solo dieci, non posso fare queste scelte. Oggi ne direi dieci, domani me ne verrebbero in mente altri cinque, dopodomani altri tre. Non sarei affidabile.
E poi, ecco, un altro motivo é che nei miei ricordi ci sono due tipi di classifiche. Quelle ideate per puri scopi commerciali: i libri più venduti, le canzoni, più ascoltate in radio, i film che fanno più incassi al botteghino...e non é mai stata la qualità a determinare i primi posti! E le classifiche delle ragazze o dei ragazzi più belli a scuola. In entrambi i casi, tutto abbastanza squallido.

Forse potrei stilare una classifica dei miei autori preferiti, questo é più facile, ma meglio ancora vorrei fare la classifica, facilissima, dei libri peggiori che ho letto. Quelli che sconsiglierei a chiunque di leggere, quelli che non voglio avere nella mia libreria. Per ora sono due. Non che non ce ne siano altri che non mi sono piaciuti, ma non me li ricordo. Perché se un libro non ti piace te lo dimentichi semplicemente. Ma se un libro lo trovi un insulto alla letteratura, non te lo dimentichi. E soprattutto ti domandi con quale coraggio (e soprattutto, perché?) li hanno pubblicati.
1. "Esco a fare due passi" di Fabio Volo
2. "L'uomo che sussurrava ai cavalli", autore rimosso dalla mia memoria RAM. Unico caso in cui il film é più bello (molto più bello) del libro da cui é tratto. Non ci voleva molto, in effetti.
3.4.5.6....andrei avanti, ma non ho letto gli altri di Fabio Volo.

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