venerdì 27 luglio 2012

AL LUPO, AL LUPO....anzi no: ALLO SPREAD, ALLO SPREAD!

A volte ho come la sensazione che ci parlino dello SPREAD come negli anni passati ci parlavano dell'influenza aviaria, della SARS o della suina. Usano anche gli stessi termini: contagio, epidemia...La parola stessa, spread, che in inglese significa diffusione, trasmissione, si associa all'idea di un virus che si propaga da uno stato all'altro, da una Borsa all'altra, da un sistema economico all'altro, contagiando tutti, anche noi poveri disgraziati che mai potremo venire in contatto con questo virus perché non ne frequentiamo i luoghi preferiti...
A volte ho come la sensazione che come per l'influenza aviaria, la suina e la SARS, nessuno (se non pochi eletti) sappia esattamente di cosa si tratti e che danni reali possa provocare, ma tutti ci caghiamo sotto perché, minchia, ci dicono che é pericolosissimo...
A volte ho come la sensazione che...ma come mai da quando c'é la crisi, e lo spread, non ci sono più malattie gravi a rischio pandemia?...la sensazione che hanno trovato un altro motivo per farci avere paura...
A volte ho come la sensazione che, se per l'aviaria, la suina e la SARS dietro a tutto c'era un grosso (ma grosso!) interesse di pochi (tipo, che dite, le case farmaceutiche?), dietro all'allarme SPREAD ci sia un interesse nascosto (per lo meno a me, che se di influenze animali ci capivo un po', di economia non capisco una mazza) di qualche grosso gruppo di potere.

Come dicevo, l'economia resta per me un mondo difficile da comprendere, un po' come la fisica, o la matematica astratta. Non la capisco perché mi sembra che ci si inventi una montagna di paroloni, calcoli e teorie per complicarci la vita. Se per la fisica e la matematica, nonostante la mia ottusità, riesco a trovare un senso, per l'economia (intesa come scienza) proprio non lo trovo. Anche perché riguarda qualcosa che non riesco a toccare con mano: la moneta. Intesa ovviamente non per quei pochi euro che mi ritrovo nel portafoglio, ma per quelle immense cifre che viaggiano virtualmente per il mondo. Cifre, appunto, non moneta sonante.
Lo spread temo quindi che resterà una di quelle cose che non riuscirò mai a comprendere, un po' come i vettori, o gli integrali, e ad essere sincera non ho neanche tanta voglia di provarci. In ogni caso, visti i trascorsi, se per l'aviaria, la SARS e la suina ero convinta (perché avevo le conoscenze scientifiche per esserne convinta) che avessero solo sollevato un gran polverone per farci vivere nel terrore della fine imminente, anche ora sono convinta che abbiano solo inventato un altro motivo perché la mattina ci possiamo svegliare preoccupati e vigili perché lo spread non contagi anche noi, perché ogni giorno possiamo dire: "Dacci oggi il nostro panico quotidiano". Stavolta non ho le conoscenze per esserne convinta, ma ricordate la famosa storia di Pierino, no? Solo che ora Pierino va in giro urlando: "ALLO SPREAD, ALLO SPREAD!".

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